Adolescenti: quando la TV fa venire il cancro

22 febbraio 2018
Patatine, barrette di cioccolato, bibite gassate: viste in TV convincono i ragazzi a consumare più cibo spazzatura. Lo rivela una grande indagine condotta in Gran Bretagna da Cancer Research che sposta l’attenzione sul piccolo schermo come fonte di obesità e, quindi, di cancro prematuro.

I ragazzi sono un pubblico fragile: bombardati dagli schermi con pubblicità di cibi malsani e ipercalorici, si gettano su lattine, cibi grassi, dolci. La TV li espone a malattie croniche come il cancro. A snocciolare dati quantitativi e convincenti è stata un’indagine fatta da YouGov, grande società inglese specializzata in ricerche e analisi di mercato, per Cancer Research UK che ha subito chiesto di rivedere le regole che disciplinano la pubblicità sugli schermi.

Osservando i dati, ricavati da interviste a quasi 3.400 teen-ager (11-19 anni), emerge che gli adolescenti che guardano regolarmente la TV (tradizionale e on-line) con contenuti commerciali hanno quasi il doppio della probabilità (139%) di bere bevande gassate rispetto a chi non lo fa e il 65% di probabilità in più di mangiare cibi preconfezionati. Al contrario, se il canale non trasmette pubblicità, non vi è aumento di consumo di cibo spazzatura. Tradotto: la pubblicità induce i ragazzi a percorrere la via preferenziale per l’obesità. “I bambini obesi hanno cinque volte più probabilità di rimanere obesi anche da adulti – spiega il report di Cancer Research – e gli adulti obesi possiedono un maggior rischio di sviluppare 13 diversi tipi di cancro”.

Il report esplicita l’intenzione di voler far pressione sull’amministrazione del Regno Unito per avere maggiori controlli sull’esposizione pubblicitaria dei minori che guardano la TV, dato che le regole spesso vengono disattese. L’Obesity Health Alliance lo ha appena denunciato: anche se le pubblicità di cibo malsano sono proibite nei programmi per bambini, in Gran Bretagna il 60% di questi spot è inserito in programmi generalisti, ma estremamente popolari tra bambini e ragazzi (4-16 anni), come quelli in prima serata (quiz, reality show, etc).

E in Italia? Da noi il dibattito è assente e le regole, in pratica, su questo tema non esistono. Il codice di autoregolamentazione su TV e minori – documento creato nel 2002 e diventato legge nel 2004 – dichiara in fascia protetta di voler controllare tutto ciò che possa ledere “l’armonico sviluppo della personalità dei minori” oppure che si configuri come “fonte di pericolo fisico” per essi. Ma poi esplicita solamente la visione di alcol e tabacco. Canali aperti a fritti, snack, merendine, cibi grassi.

LILT Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori - Sezione Provinciale di Bologna
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