Non abbassare la guardia: ecco l'Italia del cancro

22 settembre 2017
“Ogni giorno circa 1.000 persone ricevono la diagnosi di tumore”: le cifre che si leggono quando ci si informa sul cancro possono fare paura. Per una loro corretta lettura ogni anno – da 7 anni – esce "I numeri del cancro in Italia", un report che riporta tutti i dati e ne fornisce un'interpretazione da parte di esperti del mondo medico oncologico. E che, se in superficie dipinge un paese dove si muore di meno, andando in profondità evidenza ancora disuguaglianze, dati e fatti preoccupanti.

I numeri del cancro in Italia – realizzato dall'Associazione Italiana di Oncologia Medica (AIOM), dall’Associazione Italiana Registri Tumori e dalla Fondazione AIOM - fotografa un Paese con un sistema sanitario moderno: la sopravvivenza in Italia è allineata infatti alla media europea e per molti tipi di tumore è superiore. L'incidenza è in netto calo negli uomini e stabile nelle donne. La mortalità continua a diminuire in maniera significativa in entrambi i sessi, a causa delle campagne di prevenzione. Eppure, addentrandosi all'interno dei numeri, si scopre che ancora non bisogna abbassare la guardia.

Aumenta vertiginosamente infatti il cancro del polmone fra le donne (+49% in 10 anni), seguendo l'aumento dell'abitudine alle sigarette da parte del genere “rosa” e anche il tumore al seno, prima causa di morte oncologica femminile, nella fascia di età 45-49 e 70+ anni. In entrambi i sessi aumenta poi anche il cancro al pancreas, alla tiroide e il melanoma della pelle.

Un altro dato preoccupante, e purtroppo atteso, è la discrepanza che emerge andando a ripartire le cifre del cancro per zone geografiche. Nel Nord ci si continua ad ammalare di più (il tasso d’incidenza tra gli uomini è più basso dell’8% al Centro e del 17% al Sud/Isole rispetto al Nord e per le donne del 5% e del 18%). Al Sud, di converso, si sopravvive meno: in meridione, dove gli screening oncologici sono ancora poco diffusi, non si è osservata la riduzione della mortalità e dell’incidenza dei tumori della mammella, colon-retto e cervice uterina.

Rimane poi un dato drammatico: oltre il 40% dei casi di tumore è evitabile con la prevenzione. “Ormai è scientificamente provato che il cancro è la patologia cronica che risente più fortemente delle misure di prevenzione - ha spiegato Carmine Pinto, presidente AIOM - migliaia di studi condotti in 50 anni hanno dimostrato con certezza il nesso di causalità fra fattori di rischio quali gli stili di vita sbagliati come fumo di sigaretta, sedentarietà e dieta scorretta, oltre agli agenti infettivi a cui può essere ricondotto l’8,5% del totale dei casi”.

Un grido di allarme viene invece lanciato riguardo all'inquinamento atmosferico. Nonostante le evidenze scientifiche lo correlino come fattore causale del tumore del polmone e come fattore di rischio per il tumore della vescica, i limiti di legge di numerosi parametri a livello europeo sono ancora molto lontani da quelli suggeriti dall'Organizzazione mondiale della sanità.

LILT Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori - Sezione Provinciale di Bologna
Via Turati, 67 - 40134 Bologna • Tel. 051 4399148 • Fax. 051 4390409 • email: segreteria@legatumoribologna.it | CF: 92049200378
LILT Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori - Sezione Provinciale di Bologna
Via Turati, 67 - 40134 Bologna • Fax. 051 4390409 • CF: 92049200378 051 4399148 segreteria@ legatumoribologna.it
Top